History of SRO


"Il Pastore della Russia Meridionale, così dedito al solo proprietario, è un cane estremamente sensibile, forte, coraggioso e senza pretese. E' molto intelligente e così fedele al proprio dovere da non aver alcuna pietà nell'attaccare tutti coloro che osino avvicinarsi ai suoi padroni. Protegge, inoltre, il gregge delle pecore dagli attacchi dei lupi, facendo spesso fronte da solo."

E’ ormai accettato dalla letteratura che la formazione dell’SRO sia avvenuta nella riserva naturale di Askania Nova quando questa era in mano alla famiglia Falz-Fein. Prima di discutere cosa questa abbia fatto per la razza dell’SRO, è necessario fare un passo indietro.
La creazione di Askania Nova è cominciata nel 1828 su una terra che precedentemente apparteneva al Khanato Crimeo (termine turco – mongolo che indicava un’entità politica governata da un Khan). Questa zona era lo stato dei Tartari Crimei, che passò dalle mani dell’Impero Ottomano a quello Russo nel 1773. La nuova situazione politica in Crimea fece sì che moltissimi Tartari Crimei emigrassero verso le zone ancora appartenenti all’Impero Ottomano. Quelli che, invece, rimasero, pastori compresi, finirono senza lavoro e furono, quindi, costretti a cercarlo presso i nuovi governanti.
Nel 1856 il terreno su cui poi sarebbe sorta Askania Nova venne venduto al governatore della Tauride, F. Fein, la cui erede sposò il figlio dell’ex-proprietario a titolo di pagamento della vendita. Fu così che nacque la famiglia Falz-Fein. E’ da questo periodo, infatti, che ad Askania Nova si comincia a lavorare sul miglioramento della razza di quei cani da pastore che sarebbero, poi, diventati i pastori russi che conosciamo oggi.


Il fatto che dei Tartari Crimei abbiano vissuto e lavorato nella riserva è testimoniato anche dal secondo nome della riserva stessa, Chaplygin. Questo termine è, infatti, molto simile al nome che i Turchi (Ottomani) davano a questa zona, ovvero Ulken Chopli, che, letteralmente, significa “lago grande invaso dalla vegetazione”. Pastore della Russia MeridionaleUna’altra delle prove inconfutabili del fatto che la razza si sia formata presso la riserva è una foto del 1930 tratta da un libro scritto dai Falz-Fein, che si intitolava proprio “Askania Nova”. Tale foto mostra un pastore in ginocchio su un campo con ai lati due SRO. La scritta al di sotto dell'immagine recita “Shafpudel, genannt Baraki” ovvero “Il pastore chiama i baraki”. Nel 1992, Bushakov (studioso russo) afferma che per baraki si intendevano “cani con pelo lungo e ispido, dotati di agilità e prontezza, considerati tra i migliori cani da caccia”. Questa definizione ben descrive il pastore della Russia Meridionale.

All'inizio del XX secolo, la razza diventa ben nota e, pur non avendo ancora un nome definito che la contraddistingua, i suoi membri cominciano a comparire nelle mostre all'estero. Le prospettive future per la razza, insomma, sembravano, in questo periodo, rosee e promettenti ma presto cambiarono velocemente. Il colpo più duro inferto alla razza avvenne negli anni ’20. Per ordine del Governo dell’URSS fu condotta una campagna di larga scala per la creazioni di pelli nel sud dell’Ucraina. In poco tempo 40.000 cani furono uccisi. Solo quando la razza sembrò sull’orlo dell’estinzione, fecero la loro comparsa, in una mostra a Kiev, degli esemplari miracolosamente sopravvissuti. Gli esperti non solo riconobbero che questi esemplari facevano parte della razza, ma decisero finalmente di darle un nome definitivo, ovvero “Cane da Pastore della Russia Meridionale”.

Pastore della Russia MeridionalePer un breve periodo, quindi, L’SRO attraversò una nuova fase di prosperità tornando a comparire ad esposizioni estere (Norimberga, 1930) dove ottenne numerosi consensi. Nel 1939 venne addirittura organizzato il primo raduno di razza a Simferopol, Ucraina. Gli eventi storici, però, che di lì a poco coinvolsero tutto il mondo, cambiarono nuovamente il destino della razza. Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, la proprietà di Askania Nova venne saccheggiata e distrutta, i cani vennero uccisi e le loro pelli venduti per cifre irrosirie. I pochi rimasti, essendo quasi completamente scomparse le greggi di ovi-caprini dell'Ucraina, vennero utilizzati come cani da difesa di edifici statali o di strutture particolarmente importanti come, ad esempio, l’aeroporto di Charkiv, la seconda città più popolosa dell’Ucraina.

Pastore della Russia MeridionaleNel periodo successivo la razza dovette affrontare nuovamente il problema della ripopolazione e fu costretta ad avvalersi di incroci con altre razze similari nelle origini e nei fenotipi (Komondor, Bobtail e Pastori del Caucaso). Ciò fece sopravvivere la razza, ma sacrificando alcune delle caratteristiche descritte dagli autori del passato. Molti SRO, a causa di questi incroci, manifestarono particolari fisici non pertinenti alla razza conosciuta fino a quel momento: mantello maculato, assenza di pelo sulla testa, bocca e zampe deboli, pelo corto e liscio, dimensioni minori della struttura e delle ossa degli arti, raddrizzamento degli angoli delle giunture ecc.. Alcune di queste caratteristiche sono poi state istituzionalizzate dallo standard di razza del 1960 e, via via, in quelli successivi. Il 30 settembre del 1983 la razza è stata riconosciuta dalla FCI e lo standard ufficializzato.


Ma quali sono le origini antiche che conducono alla nascita dei cani presenti ad Askania Nova?
A questo riguardo la letteratura è molto eterogenea. Ci sono moltissime teorie nessuna delle quali sembra prevalere distintamente sulle altre. Le riportemo di seguito in modo che, comunque, possiate farvi un'idea sull'argomento:
  • 1° TEORIA: secondo Sabaneev, uno dei più importanti studiosi ad essersi interessato al Pastore della Russia Meridionale nei primi anni del 1900, questa razza deriverebbe da dei cani preistorici, chiamati Brudastov o Broudastya, diffusi, in antichità, nella zona a sud del Mar Caspio. Questi, col passare del tempo, accompagnarono i propri padroni nelle grandi migrazioni verso Nord-Ovest raggiungendo le zone del Caucaso, del Mar Nero e dei Balcani. Sono le stesse parole di Sabaneev a descriverci i Pastori Russi di Askania Nova e a relazionarli ai cani Preistorici: “un tipico pelo da pastore – color cenere, grigio e polveroso o tendente al giallo paglierino –“ E ancora: "… ha il tipico cranio corto di tutti i Brudastov, la stessa misura, e, come in alcuni cani da caccia ha la cresta occipitale molto sviluppata… "

  • 2° TEORIA: Mazalov nel 1929 fa l'ipotesi che "l'SRO sia derivato da un gruppo di ex pastori". È probabile che si riferisse ai cani pastore della polizia in Crimea, o come li chiamavano i pastori locali, i baraki. Per inciso, il nome "Barak" ha raggiunto i nostri giorni nelle leggende dei Tartari della Crimea. Costoro sulla penisola, erano pastori imbattibili. Nel 1875, inoltre, si affermava anche che le pecore, in Crimea, fossero di natura semi-nomade e che le greggi dei Tartari fossero protette da “grossi cani a pelo lungo”.

  • Pastore della Russia Meridionale
  • 3° TEORIA: il prof. A. Brauner nel 1927, per descrivere il Pastore della Russia Meridionale, scrive: "Sulla testa è presente un lungo pelo che copre gli occhi, sostenuto dalla sua fronte. (…) A causa di questo tipo di pelo, la testa può sembrare più larga e più corta, ma è in realtà un teschio lungo e stretto, come un lupo." Questo autore, quindi, fa risalire le origini dell' SRO all'antenato Lupo. La sua teoria sembra essere appoggiata anche dalla descrizione dello scrittore E.A. Markov che racconta:
    “Alla fine risposero alla voce lontana dei pastori, che poteva essere attribuita al vento. A quel punto eravamo già circondati da un branco di cani. Cani dal pelo lungo e bianco, alti e magri, che abbaiavano furiosamente, girando in tondo, saltando e mordendo il terreno. Venivano verso di noi attraverso il terrapieno dietro cui eravamo rimasti coi cavalli stretti l’uno all’altro in un gruppo. I pastori corsero molto velocemente e da lontano fecero sparpagliare i cani con dei fischi, ma il loro entusiasmo si era ridotto già da tempo. Quando siamo andati al rifugio, trovammo quei cani spaventosi che rimanevano intorno a noi, ringhiando, emettendo soffocati lamenti, avvicinando il loro muso insanguinato e annusando noi e i nostri cavalli con ostilità. Erano obbedienti alla volontà dei padroni, e fino all’ultimo sembrò che fossero in attesa del segnale per potersi avventare su di noi e divorarci come conigli… Il cane – il più grande salvatore di greggi e di persone. Questo cane da pastore è simile fisicamente ai lupi: non erano particolarmente grandi, erano incredibilmente feroci, con le gambe lunghe e magre, col pelo arruffato e le mandibole molto lunghe. Erano quasi totalmente bianchi ma con gli occhi iniettati di sangue. Sono cani da pastore feroci e forti, ma sono anche intelligenti. Possono disperdersi e formare una catena intorno al gregge per tenere lontani i lupi, per poi riunirsi tutti insieme, come se fossero un’entità unica, alla voce del padrone. Essi imparano tutte le sfumature della volontà del padrone e a lui obbediscono, malgrado il loro istinto selvatico, come gli alunni che si comportano bene di fronte al maestro, a scuola” (Markov, EL, 1866)


Pastore della Russia Meridionale


Si ringraziano i siti youzhak.pedigrees.ru e ovchar.org per immagini e informazioni.
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Sara Veggi 2010-2013